Al contenuto principale

Anteprima preparata da Federico Vitiello per Artmouse. Non è il sito ufficiale di Ca’ d’Oro Arredamenti.Anteprima preparata da Federico Vitiello per Artmouse. Non è il sito ufficiale di Ca’ d’Oro Arredamenti.

Come è fatta
Ca’ d’Oro Arredamenti, la homeTorna all’anteprimaL’anteprima

Per Artmouse

Ho rifatto la home di Ca’ d’Oro Arredamenti. Non per rubartelo: per farti vedere come puoi farlo tu.

A parole non convinco nessuno, me compreso: per questo, invece di raccontarti come lavoro, ho rifatto una pagina che conosci bene. Ca’ d’Oro Arredamenti non sa niente di questa pagina: nessuno l’ha contattata.

Il sito di Ca’ d’Oro che porta la vostra firma è online dall’11 novembre 2021, la data della notizia del lancio in home. È fatto con quello che allora era lo standard per uno showroom che vende anche online: WordPress con un costruttore visuale, un negozio collegato al catalogo, tre lingue, un cursore in testa. E regge la cosa più difficile di tutte: un cliente che lo aggiorna da sé, con le cabine armadio, il Salone del 2025, la collezione Wallpepper 2025.

Dentro c’era già il materiale migliore, solo messo lontano: la foto del palazzo di notte con tutte le finestre accese, a metà pagina; le foto d’archivio, solo in Chi siamo; la citazione di Albert Hadley. Sono il cuore della home rifatta. Le foto e i fatti vengono tutti dal sito di oggi; i testi nuovi (titoli, didascalie, etichette e le frasi del modulo) li ho segnati uno per uno, perché prima di andare online li deve approvare il cliente. Quello che è invecchiato non è l’idea: è il modo in cui la pagina arriva sul telefono.

Il prima e il dopo, dal telefono

La prima schermata della home di oggi sul telefono, dopo aver chiuso il banner dei cookie: il cursore sulla slide delle carte da parati Wallpepper 2025 e, sotto, la tessera «Arredamento Moderno»
Oggi, dopo aver chiuso il banner dei cookie
La prima schermata della home rifatta sul telefono: il palazzo di notte con le finestre accese e il titolo «Arrediamo insieme la tua Ca’ d’Oro»
L’anteprima

Con Lighthouse, dal telefono

Lighthouse 12, lo stesso motore di PageSpeed Insights, fatto girare dalla mia macchina col profilo del telefono. La rete e il processore lenti li simula con un calcolo invece di rallentarli davvero: per questo i suoi secondi non coincidono con quelli della sonda qui sotto. Due passaggi: del sito di oggi tengo il migliore, dell’anteprima il peggiore.

Il voto delle prestazioni
91 su 100invece di 30
La prima schermata (LCP)
2,9 sinvece di 11,9 s

Con la sonda, in una rete rallentata davvero

Apre la pagina come un telefono senza cache, col processore lento e la rete di un 4G, o di una rete lenta: tre giri, e la mediana. Il peso e le richieste li conta lei.

La prima schermata (LCP), in 4G
0,8 sinvece di 7,3 s
La stessa, in una rete lenta
3,7 sinvece di 18,5 s
Il peso al primo caricamento
408 KBinvece di 4,2 MB
Quanto salta la pagina mentre carica (CLS)
0,00invece di 0,65
Le richieste ad altri siti
0invece di 5

Misurato il 25 ottobre 2026 dalla stessa macchina: il sito di oggi fra le 10:06 e le 10:11, l’anteprima pubblicata fra le 10:54 e le 11:08. Lighthouse lo rifai in un minuto su PageSpeed Insights, che gira dai server di Google e dà numeri un po’ diversi; la sonda, a occhio, dal tuo telefono.

Che cosa ho cambiato, e perché

  1. Si entra dalla vetrina

    La home dice «Da oltre mezzo secolo lo Show-Room Ca’d’Oro di via De Amicis». Qui prima lo vedi: la foto del palazzo di notte apre la pagina, e scorrendo il dito la camera avanza fino alla vetrina accesa, entra nella luce e trova le stanze. È il principio con cui lavoro, «feel, don’t tell»: la pagina fa sentire la promessa prima di scriverla. La prima schermata è una foto ferma, da 40 a 94 KB secondo lo schermo; il movimento arriva dopo, e chi ha chiesto al telefono di ridurre le animazioni trova la foto ferma.

  2. La loro frase, come titolo

    In una foto d’archivio di Chi siamo, sulla tettoia del magazzino, c’è scritto «Arrediamo insieme la tua Ca’ d’Oro». È la frase più bella del sito, e non era scritta da nessuna parte: era dipinta. Adesso è il titolo della home, e dice in sei parole lo showroom, il consiglio e la casa di chi legge.

  3. Le finestre accese

    Ogni stanza del catalogo si guarda dentro l’arco delle finestre del loro palazzo, con un filo di luce dentro, come dalla strada di sera. È un segno che può avere solo Ca’ d’Oro, e torna dappertutto: nelle stanze, nella parete da provare, in «aperto adesso», nella pagina che non c’è.

  4. Una parete da provare

    Le carte da parati sono la categoria con le immagini più belle e la novità del 2025. Qui dodici grafiche Wallpepper 2025 del loro catalogo vestono una stanza in tre dimensioni: scegli la carta e si posa a teli, dall’alto, come nella posa vera; giri la stanza col dito; e «Scegli la grafica in showroom» porta la carta scelta nella richiesta di visita. Ca’ d’Oro fa già rendering per i suoi clienti, lo scrive nella pagina Servizi: questa ne è un assaggio dentro la home.

  5. La pagina al servizio di chi arriva

    Chi cerca uno showroom dal telefono vuole tre cose: capire se c’è il suo stile, fidarsi, sapere quando andarci. Oggi indirizzo, telefono e orari stanno in fondo a una pagina lunga più di cinquemila pixel. Qui «Chiama» è in testa, gli orari dicono se adesso è aperto, la mappa si apre con un tocco e la visita si chiede senza cambiare pagina.

  6. Google e la condivisione

    Il titolo dice che cosa è e dove, con le parole che si cercano («showroom d’arredamento a Milano in via De Amicis»); un solo titolo principale; i dati strutturati di un negozio d’arredamento con indirizzo, telefono e orari, quelli che Google usa nella ricerca locale; e l’anteprima del link col palazzo di notte.

  7. La velocità, e niente che salta

    Niente costruttore, niente cursore montato a pagina già aperta, niente richieste ad altri siti: le foto nelle misure che servono a ogni schermo, i caratteri serviti dal sito stesso. La pagina non salta più sotto il dito mentre carica, e le carte della parete arrivano solo quando ci sei vicino.

Due cose, intanto, si sistemano già domattina anche sul sito di oggi, senza aspettare il resto: la foto della carta Floraison nel cursore pesa 2 MB da sola e si scarica a ogni visita anche quando la slide non si vede (la stessa foto, alla stessa misura in AVIF, pesa 230 KB: nove volte meno); e il link non ha un’immagine d’anteprima, così incollato su WhatsApp resta un rettangolo senza foto.

Quanto tempo, e con che cosa

Un’ora e venti: dal 25 ottobre 2026 alle 9:34 alla prima pubblicazione, alle 10:54. Sono le ore degli agenti. L’ha costruita un agente di intelligenza artificiale (Claude) che segue Linus, il mio metodo: ha studiato e misurato il sito di oggi, ha scritto l’analisi e il progetto, poi ne ha montato una prima versione. Un secondo agente, che fa da regia per me, ne ha guardato le schermate e ha chiesto tre correzioni prima della versione finita; un terzo, che non l’ha costruita, la collauda e rilegge ogni fatto sulla fonte. Il mio lavoro sta nel metodo che seguono. Quell’ora e venti ha coperto la home, in italiano: il resto è nell’elenco qui sotto.

Next.js, pubblicata su Vercel: nessun tema, nessun plugin. In questa anteprima il gestore dei contenuti non c’è: se la pagina va online si aggiunge, e Ca’ d’Oro continua a cambiare da sé testi, foto, notizie e promozioni, dalla pagina stessa. Il tempo vero, adesso, sta nelle decisioni: che cosa deve sentire chi arriva, che cosa togliere, che cosa appartiene soltanto a loro.

Che cosa puoi portare a Ca’ d’Oro

  • La home e le pagine delle stanze rifatte così, nelle tre lingue che hanno già, col negozio collegato al catalogo.
  • Un servizio fotografico dello showroom di oggi, dentro: le sale vere di via De Amicis al posto delle foto dei produttori. È la cosa che migliora di più la pagina, e oggi sul sito non c’è.
  • La parete da provare collegata al catalogo intero delle carte, con la carta scelta che arriva nella richiesta di visita.
  • La scheda del negozio su Google legata alla pagina, con le ricerche dello showroom (arredamento a Milano, carte da parati a Milano, la via e il quartiere): un pezzo che si aggiunge alla SEO che avete già fatto per loro.

Se vuoi vedere come si lavora così

Giovedì 29 ottobre, dalle 14 alle 17, sono alla 24ORE Business School di Milano con le agenzie, insieme a Marco Santonocito, che costruisce prodotti digitali. Organizza Alleniamo Imprese, la scuola ci ospita.

Il programma del pomeriggio (si apre in un’altra scheda)

Federico Vitiello

Alleniamo Imprese: formazione sull’intelligenza artificiale per le imprese